POLITTICO

“Bottega anversese, Ancona della Passione; metà del XVI secolo, legno di quercia scolpito, dorato e dipinto; olio su tavola, 296 x 220 cm (chiuso); 296 x396 cm (aperto); spessore 33,4 cm”


Ad Annone di Brianza nella chiesa di San Giorgio si può ammirare l’Ancona della Passione, una pala ad armadio intagliata nel legno, dipinta e dorata. Il grande polittico adorna la cappella laterale destra di San Giovanni Battista la cui edificazione risale alla prima metà del sec. XVI per volontà degli Annoni, una delle più autorevoli famiglie milanesi del Cinque e Seicento che si occupavano dell’organizzazione dei trasporti tra l’Italia e il Nord. Giovan Angelo Annoni ( per anni visse nelle Fiandre reggendo la sede di Anversa della compagnia mentre i fratelli Giovan Andrea e Giovan Francesco risiedevano rispettivamente a Milano e Lucerna, rimanendo però legati al borgo brianzolo dove aveva avuto origine la loro famiglia) costituisce il legame tra il polittico di Annone e la bottega anversese impegnata nella sua realizzazione negli anni 1559-60.

Ad ante chiuse sul lato destro di uno sfondo di sapore nordico il committente è ritratto in preghiera e affiancato da Sant’Andrea mentre un San Giorgio combattente il drago occupa il primo piano sinistro. L’immagine del valoroso cavaliere testimonia tra l’altro l’antica chiesa quale destinazione prescelta per il polittico. Sulla sottostante predella, separati da lesene finemente intagliate, sono dipinti gli episodi dell’Ultima Cena, di Cristo nell’Orto del Getsemani e del Bacio di Giuda con la Cattura di Gesù.

Questa sequenza narrativa introduce la drammatica vicenda della Passione che si svela all’interno dell’ancona vera e propria con una serie di scene in rilievo riccamente scolpite. Lentamente ad una ad una si profilano nella loro sorprendente ricchezza di dettagli l’Ecce Homo seguita dalla Flagellazione e dall’Incoronazione di spine nel registro inferiore e la Salita al Calvario con una caduta di Cristo e la Veronica, la Crocifissione e la Deposizione in quello superiore. A siglare il racconto è nuovamente la pittura con la Resurrezione ed il Giudizio Universale rispettivamente rappresentate sul lato interno delle ante sinistra e destra.

La struttura del polittico di Annone è una versione manierista del tradizionale schema in uso presso le botteghe anversesi nel secondo Quattrocento dove la scena centrale più alta, solitamente la Crocifissione, è circondata ai lati da altre scene della Passione dipinte e scolpite. Qui gli ultimi istanti della vita di Gesù si articolano su tre livelli, la predella e le serie di nicchie soprastanti, il tutto chiuso in alto da un’ampia cornice a serliana. Al vasto repertorio architettonico di chiara derivazione classica si somma l’espressività concitata e caricaturale tipicamente nordica dei personaggi che affollano le scene scolpite mentre la decorazione a grottesche delle lesene e dei pilastri, i ricchi basamenti e capitelli delle colonne e i putti ignudi si mescolano coi numerosi dettagli fisionomici carichi di innaturale emotività.

Gli storici dell’arte hanno rilevato stringenti affinità strutturali, narrative e stilistiche del polittico di Annone con altri fastosi altari nord europei. Pure la loro collocazione temporale, eseguiti tra il 1555 e il 1560, attesta la consanguineità del nostro polittico con quelli esaminati ed attualmente visibili in Belgio e in Danimarca.

I recenti lavori di restauro dell’Ancona presso il Museo Diocesano hanno permesso il rinvenimento in più punti del celebre marchio di Anversa, raffigurante due mani nere, che certifica con sicurezza la sua provenienza da una bottega di quella città. ? facile immaginare come l’arrivo dell’Ancona in paese abbia profondamente scosso l’animo dei fedeli suscitando in loro un forte senso di meraviglia e stupore. Giunta nel 1560 vi rimase sino ai primi anni settanta del XX secolo quando venne traslocata prima nella Chiesa parrocchiale e poi, per ragioni di sicurezza, nella casa parrocchiale dove fu custodita sino al 1999 quando venne prelevata per la mostra di arte ambrosiana presso il Museo Diocesano in occasione del grande Giubileo del 2000, sino a ritornare nella sua sede originaria il 18 luglio 2017.

Ospitata nell’antica chiesa di San Giorgio, edificata su di una collinetta dal suggestivo panorama, costituisce un autentico gioiello di devozione religiosa per la piccola comunità locale; varcata la soglia e percorsi pochi passi è possibile accostarsi in raccolta preghiera a quest’opera straordinaria, vera testimonianza di una fede antica che tutt’ora non smette di stupirci ed interrogarci.